I costruttori cinesi avrebbero spedito oltre 40 000 robot umanoidi nel primo semestre 2026. La cifra è quella del 2026 Humanoid Robot Industry Development Report, redatto dal comitato dei 100 sulla robotica umanoide e l’IA incarnata (China Humanoid Robotics and Embodied Intelligence Committee of 100) e reso pubblico il 20 agosto 2026 alla World Robot Conference di Pechino.
Un dispaccio d’agenzia pubblicato lo stesso giorno colloca la quota cinese al 97 % delle spedizioni mondiali di umanoidi. I due numeri non sono un’unica misurazione e non si deducono l’uno dall’altro : sono avanzati separatamente, e nessun conteggio indipendente li riscontra.
È lo stesso dispaccio ad attribuire la presentazione del rapporto a Zhang Feng, segretario del comitato del Partito presso l’Istituto cinese di elettronica e presidente dell’associazione dei 100 sulla robotica umanoide e l’IA incarnata. Nessun’altra fonte lo cita.
Ciò che il rapporto dice — e ciò che non dice
Il documento afferma che la Cina dispone ormai di una capacità produttiva sull’intera filiera, dai chip chiave ai componenti e fino alle macchine complete.
Il suo perimetro d’analisi copre cinque paesi — Cina, Stati Uniti, Germania, Corea del Sud, Giappone. Anche qui, una sola ripresa riporta l’informazione.
Gli impieghi, invece, provengono dalla fiera e non dal rapporto. Gli espositori vi hanno dimostrato :
- ispezione di impianti elettrici
- lotta agli incendi
- evacuazione di feriti
- ispezione di serbatoi
- molatura di superfici
- saldatura
- pulizia.
Si tratta di dimostrazioni da stand, non di rilevazioni d’uso compilate dal rapporto. E alcune impiegano macchine che non sono umanoidi : robot arrampicatori, quadrupedi.
Da mettere in relazione con il fatturato del settore
Il fatturato dell’industria robotica cinese si è attestato a 165,5 miliardi di yuan nel primo semestre, in progressione del 24,5 % su base annua. Anche in questo caso una sola fonte riporta la cifra.
La World Robot Conference 2026 si è tenuta dal 19 al 23 agosto a Yizhuang, alla periferia di Pechino, su circa 50 000 metri quadrati distribuiti in quattro padiglioni, con oltre 300 espositori (+36 % su base annua), oltre 2 000 pezzi esposti e oltre 150 prodotti in prima mondiale. Quarantanove imprese statali centrali vi esponevano insieme per la prima volta, in un padiglione dedicato costruito attorno a dodici scenari applicativi : energia, aerospaziale, industria, logistica, soccorso d’emergenza.
Il primo mercato occidentale si chiude nello stesso momento
La quota record è annunciata mentre la Federal Communications Commission americana ha iscritto gli umanoidi e i robot quadrupedi di fabbricazione estera nella sua « Covered List », vietando l’importazione dei nuovi modelli per motivi di rischi di cibersicurezza e di sicurezza nazionale, con la Cina esplicitamente presa di mira. La misura riguarda soltanto i nuovi modelli sottoposti a omologazione e non richiama le macchine già vendute. Alcuni costruttori cinesi stanno riorientando le loro vendite verso l’Europa, il Medio Oriente e il Sud-Est asiatico.
Provenienza della cifra. Le 40 000 spedizioni e la quota del 97 % sono dati dichiarativi, tratti da un rapporto di un’associazione professionale cinese presentato durante una fiera cinese. La ripresa svizzera è un dispaccio d’agenzia che rilancia China National Radio, la radio di Stato cinese : non è una verifica indipendente. Nessuna fonte indipendente riscontra queste cifre a oggi. Un riferimento numerico altrove, anch’esso di fonte unica : AgiBot dichiarava 15 000 robot prodotti in cumulato a fine giugno 2026, e i preordini dell’U1 di UBTech raggiungevano 13 361 unità alla stessa data.
Fonti : Global Times, 19 agosto 2026 e 20 agosto 2026 Swissinfo, 20 agosto 2026.
