Riordinare, trasportare, preparare: i compiti che odiate di più. Secondo le informazioni ufficiali di Tesla, questo robot è progettato per svolgere compiti pericolosi, ripetitivi o noiosi per gli esseri umani (El Informador). Domani, non sarà più una demo. Sarà il vostro assistente.

Il prezzo del futuro, ancora vago

Elon Musk ha menzionato più volte un prezzo possibile situato approssimativamente tra 20.000 e 30.000 dollari per il robot Optimus (El Informador). È un intervallo. Non un’etichetta. Tesla non ha ancora pubblicato un prezzo di vendita ufficiale né un elenco di versioni destinate ai consumatori per il robot Optimus (El Informador). Nel frattempo, questa cifra fluttua nell’aria, come una promessa non mantenuta. 20.000 dollari è il prezzo di un’auto usata. 30.000 dollari è l’entry-level di un veicolo nuovo. Ma qui non è un motore termico. È un corpo che cammina, che vede, che pianifica.

Tesla prevede di iniziare a vendere il suo robot umanoide Optimus al grande pubblico alla fine dell’anno 2027 (El Informador). Ma tra oggi e questa scadenza, c’è un abisso. Un abisso tecnico, industriale e umano. Perché un robot che cammina in una fabbrica non è un robot che cammina nel vostro salotto.

Optimus 3: il design segreto

Tesla sta sviluppando una nuova generazione di robot umanoide nota come Optimus 3 o V3, il cui design è rimasto largamente riservato (El Informador). Non si sa se avrà occhi, se avrà una voce, se somiglierà a un essere umano o a una macchina pura. Questa opacità è volontaria. Protegge l’innovazione. Ma alimenta anche l’ansia. A cosa somiglierà? Sarà imponente? Sarà discreto?

In scenari di dimostrazione, Tesla ha presentato il robot come un assistente in grado di aiutare nelle attività quotidiane, come le faccende domestiche e le spese (El Informador). Immaginate: tornate dal lavoro, stanchi. L’Optimus è già lì. Ha preparato la cena. Ha riordinato i giocattoli. Ha fatto le spese. È lì che il sogno si trasforma in realtà. E nella realtà, c’è la paura.

Paura di cosa? Della dipendenza. Della sorveglianza. Del guasto. Dell’imperizia. Un robot che entra in casa vostra è uno sconosciuto che conosce la vostra intimità. Vede i vostri rifiuti. Tocca i vostri vestiti. Entra nella vostra camera. È un’intrusione fisica. E questa intrusione è condizionata da una sola cosa: la fiducia. E la fiducia si costruisce sull’affidabilità.

Prima le fabbriche, poi i salotti

Elon Musk ha riconosciuto che Tesla inizierà con competenze di base nelle fabbriche prima di aumentare gradualmente la complessità dei compiti svolti dal robot (El Informador). È logico. Una fabbrica è un ambiente controllato. I muri sono dritti. Gli oggetti sono identici. I rischi sono calcolati. La vostra casa, invece, è un caos. Un gatto che attraversa il corridoio. Un bambino che corre. Un pavimento scivoloso. Un mobile che blocca il passaggio. È lì che il robot deve dimostrare il suo valore.

Secondo Elon Musk, il robot Optimus dovrà raggiungere livelli molto elevati di sicurezza, affidabilità e funzionalità prima di essere commercializzato (El Informador). Queste parole sono pesanti. Sicurezza, significa non ferire. Affidabilità, significa non bloccarsi. Funzionalità, significa non essere inutile. Tesla ha riconosciuto che la produzione del robot su larga scala rappresenta una sfida complessa a causa della grande quantità di componenti e sistemi che devono funzionare in modo coordinato (El Informador). Ogni pezzo deve comunicare con l’altro. Ogni sensore deve alimentare il cervello. E questo cervello è intelligenza artificiale.

Tesla afferma che il suo approccio alla robotica bipede si basa su sistemi avanzati di visione e pianificazione, supportati da hardware specializzato per eseguire modelli di intelligenza artificiale (El Informador). Il robot non vede come voi. Calcola. Prevede. Anticipa. Ma sta ancora imparando. Il robot umanoide di Tesla si trova attualmente in una fase di transizione tra le dimostrazioni tecnologiche e la produzione industriale (El Informador). È il momento cruciale. Il momento in cui il prototipo diventa prodotto. Il momento in cui il sogno diventa fattura.

E se, nel 2027, riceviate un pacco? Non un pacco di libri. Non un pacco di vestiti. Dentro, uno scheletro di metallo e plastica. Cavi. Sensori. E un manuale. "Benvenuti a casa." Lo smontate. Lo collegate. Si accende. Vi guarda. E aspetta. Cosa gli comanderete per primo?