Las Vegas, prima settimana di gennaio 2026. Trentotto robot umanoidi invadono il CES — tra cui ventuno costruttori cinesi, pari al 55 % della categoria. Le immagini che hanno fatto il giro dei social mostrano due G1 di Unitree che si sfidano in un’arena BattleBots, l’H2 che esegue backflip e calci, il G1 che balla in coreografia sincronizzata, l’R1 in pose di kung-fu. Folklore spettacolare, hanno concluso molti. Questa diagnosi è insufficiente — e probabilmente opposta a ciò che si è realmente giocato in quella settimana.
Lo spettacolo teleoperato, nuovo imbuto commerciale
Quello che la copertura mediatica ha ampiamente ignorato: l’Unitree H2 integra una capacità di teleoperazione tramite supporti portatili e l’Apple Vision Pro. Non è un dettaglio della scheda tecnica. Il repository pubblico xr_teleoperate di Unitree descrive esplicitamente lo strumento come un data collection toolkit for embodied intelligence, progettato per registrare i gesti dell’operatore umano — Vision Pro, Quest o PICO — al fine di alimentare l’imitation learning. Il gesto spettacolare e la cattura dei dati sono lo stesso gesto.
Gli analisti presenti al CES hanno confermato che la grande maggioranza dei sistemi esposti si collocava al livello di autonomia 0 o 1 — scriptato o teleoperato. La dimostrazione di Atlas di Boston Dynamics al salone era anch’essa pilotata a distanza. Questo fatto, anziché invalidare i robot, rivela la vera architettura del modello: la teleoperazione non è più una confessione di debolezza da nascondere, è il meccanismo di raccolta dati che il settore ha industrializzato.
Il prezzo ribassato come costo di acquisizione dei dati
L’Unitree R1 è proposto a partire da 4 900 USD, versione R1 Air. È posizionato come una piattaforma developer-first. Leggere questo prezzo come dumping competitivo sarebbe un errore di cornice. Mettere un corpo teleoperato nelle mani di migliaia di laboratori, integratori e early adopter a questo prezzo significa distribuire massicciamente sensori di raccolta: ogni demo, ogni sessione di teleoperazione alimenta il dataset di imitation learning. L’R1 a 4 900 USD non è venduto in perdita per uccidere la concorrenza sull’hardware — è venduto per accelerare l’accumulo di dati di movimento.
Unitree ha inoltre annunciato al CES 2026 una svolta esplicita verso un modello Robot-as-a-Service, con marketplace di skills. L’intenzione è chiara: il robot è il terminale; il valore sta nel layer di dati e competenze che si accumula sopra.
NEURA, LG, AgiBot: tre rubinetti di dati
Lo stesso movimento si legge negli altri attori principali del salone, ciascuno per la propria via.
NEURA Robotics ha presentato il Neuraverse: un sistema operativo « invisibile » che connette robot e dispositivi in rete per condividere l’apprendimento collettivo. La marketplace integrata consente agli sviluppatori di pubblicare, condividere e monetizzare competenze robotiche. I robot NEURA sono addestrati in NEURA Gyms — ambienti fisici reali, non solo in simulazione — per generare dati di IA fisica. L’infrastruttura di addestramento è il prodotto quanto il robot.
LG Electronics ha svelato il CLOiD, robot domestico il cui modello VLA (Vision Language Action) è stato addestrato su decine di migliaia di ore di dati di compiti domestici. Contemporaneamente, LG ha acquisito quote in Figure AI (Stati Uniti), AgiBot (Cina) e Dyna Robotics. Questo portafoglio di investimenti non è una copertura geografica nel senso finanziario classico. AgiBot è precisamente noto per le sue data learning farms — infrastrutture di raccolta e addestramento sui dati di movimento. LG non acquista scommesse hardware diversificate: si assicura rubinetti di dati su due continenti.
Ciò che era autonomo, e che non è stato filmato
L’unica autonomia realmente dimostrata al CES 2026 è passata quasi inosservata, precisamente perché è noiosa da guardare. X-Humanoid (Beijing Humanoid Robot Innovation Center) ha esposto due macchine: il Tien Kung 2.0, che esegue il triage di pezzi industriali in piena autonomia, e il Tien Kung Ultra, che ha corso un semi-marathon di 21,0975 km senza telecomando in 2h40m42s. Nessuna coreografia, nessuna arena. Queste due prestazioni non sono diventate virali.
Le dimostrazioni pratiche erano tuttavia ben presenti: preparazione di bevande, piegatura della biancheria, distribuzione di carte, triage di pezzi. Ma sono stati i backflip e i combattimenti di boxe a strutturare la copertura. La gerarchia dell’attenzione è essa stessa un rivelatore: il teleoperato spettacolare cattura lo sguardo e la condivisione; l’autonomo utile è invisibile. Il settore ha integrato questo filtro e lo ha ribaltato in vantaggio.
Il segnale del CEO di EngineAI
Un incidente ai margini del CES illustra la tensione latente. Zhao Tongyang, CEO fondatore di EngineAI, ha pubblicato un video che lo mostra dare un calcio al T800, filmato da più angolazioni in studio, per rispondere ai dubbi sull’autenticità delle capacità del suo robot. Che un dirigente debba fornire una prova multi-angolo per convincere che il suo robot si muove da solo dice qualcosa sullo stato di fiducia del mercato — e sulla pressione crescente a distinguere ciò che è autonomo da ciò che è messo in scena.
La svolta, non la rivoluzione
Nel dicembre 2025, questa catena mostrava già che la coreografia è una scheda prodotto, che l’R1 funziona come una sonda per i dati, e che i produttori dovevano dimostrare in video che un robot si muove senza aiuto. Il CES 2026 è il passo successivo in questo stesso arco: il settore non ha più vergogna della teleoperazione, l’ha trasformata in modello economico. La danza non è più una menzogna da nascondere — è il costo di acquisizione clienti di una piattaforma di dati che Unitree, NEURA, LG e AgiBot si contendono ormai apertamente.
Seguire il numero di robot in un salone, o confrontare le loro acrobazie, significa guardare il terminale. La battaglia si gioca sul layer soprastante: chi accumula i dati di movimento più ricchi, chi controlla la marketplace di competenze, chi possiede l’infrastruttura di addestramento. Las Vegas era il palcoscenico. Il prodotto era la raccolta.

