Dal 22 al 26 agosto 2026, l’Anello nazionale di pattinaggio di velocità di Pechino, soprannominato « Ice Ribbon », ospita i secondi Giochi mondiali dei robot umanoidi. In programma : 2 056 robot, 666 squadre provenienti da 16 paesi e 51 prove, contro 26 prove nel 2025. Ossia 1 301 incontri, contro 487 l’anno scorso. I biglietti partono da 98 yuan, circa 14,50 $ (Mashable, Global Times).
Queste 51 prove si suddividono in due famiglie : 30 competizioni sportive e 21 prove di messa in situazione, quelle che ricostruiscono un luogo reale — un appartamento, un albergo, una biblioteca. E per la prima volta, ci si occupa delle pulizie.
È più interessante di una corsa di robot. Per stabilire una classifica tra 38 squadre impegnate in faccende domestiche, è stato necessario scrivere una griglia di punteggi. E questa griglia dice ad alta voce ciò che la maggior parte dei video di robot domestici passa sotto silenzio.
Una griglia che paga il bucato più caro del soggiorno
La prova domestica si svolge in un appartamento campione pechinese battezzato Habit@. È valutata su 300 punti, ripartiti in tre voci molto concrete (Global Times) :
- 75 punti : riordinare il soggiorno
- 100 punti : piegare il bucato nella camera da letto
- 125 punti : lavare e poi stendere il bucato, nel bagno e sul balcone.
La gerarchia parla da sé. Il bucato vale più del soggiorno, perché bisogna lavare, poi stendere, tra il bagno e il balcone. In mezzo alle faccende, un compito a sorpresa manda tutto all’aria : su comando vocale, il robot deve fermarsi, ritirare un pacco consegnato, poi tornare a terminare le pulizie. E il minimo passo falso si paga, con punti sottratti per ogni collisione, ogni oggetto lasciato cadere e ogni superamento dei limiti. Finire non basta : bisogna finire in modo pulito.
Una manche pilotata da un umano conta solo per metà
Ecco la vera trovata del regolamento. Una manche compiuta in autonomia decisionale, ossia quando la macchina decide da sola che cosa fare, è ponderata 1. Una manche teleoperata, ossia pilotata a distanza da un umano, è ponderata 0,5. Non solo : se qualcuno interviene durante il passaggio, non salta soltanto quel gesto. È l’intera manche a essere riqualificata come pilotaggio a distanza e a ricadere al coefficiente 0,5.
In pista, il regolamento di questa edizione annuncia la piena autonomia, tranne che per i 100 metri e i 400 metri ostacoli. Nel dettaglio delle prove, l’umano resta però autorizzato nel salto in lungo e nel kickboxing, mentre la breakdance, le cheerleader e la staffetta 4 × 100 metri si disputano invece senza alcun intervento.
Qualcuno ha dunque finalmente messo una cifra sulla differenza tra « il robot lo fa » e « un umano glielo fa fare ». Secondo l’analista di settore Liu Dingding, citato dal Global Times, un’altra persona resta necessaria in fase di esercizio per pilotare o assistere una macchina teleoperata — e il robot perde allora il valore che dovrebbe apportare.
Una camera d’albergo da rifare in 30 minuti
Le messe in situazione non si limitano all’appartamento campione, e alcune si sono tenute prima dell’apertura. Domenica 16 agosto 2026, la prova alberghiera si è svolta al Beijing Continental Grand Hotel, a Pechino. Ogni robot disponeva di 30 minuti per portare i bagagli di un cliente in una camera assegnata, rifornire asciugamani, ciabattine e bottiglie d’acqua, ritirare la biancheria sporca e rifare il letto. Anche qui, viene valutata la cura del risultato, non soltanto il fatto di finire nel tempo assegnato. Un letto rifatto alla svelta non passa.
La stessa domenica, un’altra prova si svolgeva in una biblioteca in servizio : 30 minuti per raccogliere i resi, sistemare i volumi a scaffale e correggere quelli mal collocati. Non è un set da dimostrazione, è un luogo dove delle persone lavorano.
Una parola di onestà, comunque : a questo stadio, nessun risultato è stato pubblicato. Ciò che si conosce sono le regole e le griglie di punteggio. Non i punteggi.
Com’è fatto un robot pensato per la casa ?
Il TianYi 2.0 del costruttore pechinese X-Humanoid, iscritto a tutte le prove di messa in situazione, ne dà una buona idea. Non cammina, va su ruote. E soprattutto fa variare l’altezza del suo busto tra 130 e 165 centimetri : quanto basta per raggiungere tanto un portasciugamani quanto un comodino. Regge più di due ore con una carica.
Queste due ore sono la batteria. Non l’autonomia decisionale, quella che vale coefficiente 1. Due nozioni diverse, due parole diverse.
E funziona davvero ?
Non sempre, e tanto vale dirlo. Alla vigilia dei Giochi, un video è diventato virale. Vi si vede, durante l’allenamento in pista, un umanoide non identificato urtare un muro imbottito, ricadere all’indietro sulla testa e spezzarsi all’altezza della vita proiettando scintille. Un secondo estratto mostra il Superman di Unitree uscire dalla propria corsia e urtare dei quadri elettrici. Questo Superman è un prototipo svelato il 17 agosto 2026, annunciato dal suo costruttore a 12,66 m/s (45,6 km/h) — una cifra che nessuna misurazione indipendente ha convalidato. È un allenamento, non la finale, ma rimette le cose al loro posto.
E da noi ?
Un’indagine tedesca pubblicata il 24 agosto 2026 misura che il 48 % delle persone interrogate si dice aperto all’idea di un robot umanoide pilotato dall’IA in casa propria. Nel dettaglio : 18 % « senz’altro » e 30 % « piuttosto sì ». Di contro, il 47 % rifiuta (heise). Un paese spaccato in due.
Da leggere con la sua scheda tecnica : l’indagine è stata realizzata da Bitkom Research per Bitkom, la federazione tedesca del digitale, presso 1 159 persone dai 16 anni in su, nel corso dell’estate 2026. È stata pubblicata poco prima del salone tecnologico IFA. Un sondaggio commissionato dalla categoria, alla vigilia del suo grande appuntamento : è bene saperlo prima di leggere le cifre.
E per farne che cosa ? Tra coloro a cui l’idea interessa, l’elenco delle faccende da delegare somiglia terribilmente alla griglia pechinese :
- riordinare : 87 %
- sistemare la spesa : 77 %
- le pulizie : 73 %
- aiutare in cucina : 60 %
- badare agli animali : 58 %
- accompagnare una persona non autosufficiente : 55 %
- fare bricolage e riparazioni : 54 %.
La domanda dunque esiste, ed è perfettamente banale : vogliamo che qualcuno riordini al posto nostro. Resta il gradino da superare, quello che Pechino quantifica ormai a 0,5.
Perché ciò che oggi si compra per queste faccende è appunto a 0,5. Le pulizie fatturate 30 $ l’ora da Tau Robotics, a San Francisco, sono pilotate in diretta da un operatore umano durante ogni intervento. Il NEO di 1X è venduto a 20 000 $, oppure intorno ai 500 $ al mese in abbonamento. Durante il test del Wall Street Journal, non ha eseguito alcun compito da solo : tutto è passato attraverso un operatore remoto, con un visore di realtà virtuale in testa. Quanto all’Isaac 1 di Weave Robotics, 7 999 $, presentato come autonomo, passa la mano a un umano a distanza non appena si ritrova bloccato. Se siete arrivati ai prezzi, il nostro articolo sul prezzo degli umanoidi completa il quadro. E davanti al prossimo video di un robot che piega una camicia, ponetevi l’unica domanda che conta : decide lui, oppure qualcuno lo sta pilotando ?
